Riqualificata la fontana di Bellissimi

In questi giorni è stata riqualificata la fontana che si trova in mezzo al borgo sulla strada che conduce a Lecchiore. E’ una delle prime fontane del paese, costruita nei primi anni trenta del secolo scorso, e ristrutturata successivamente nel 1972 da alcuni suoi abitanti. Inizialmente il suo scopo principale era quello di fornire l’acqua potabile ai suoi abitanti e fungere da abbeveratoio per gli animali ( si veda a piè pagina il racconto di Natalìn Trincheri relativo alla storia delle varie fonti di rifornimento dell’acqua).

Anche questa volta l’intervento di restauro conservativo è stato realizzato grazie al contributo operativo della comunità. Bellissimi è un borgo che cresce e valorizza i suoi spazi pubblici, anche grazie all’impegno condiviso dei suoi abitanti,

La sua valorizzazione non è stata solo estetica, ma ha avuto anche uno scopo ricreativo, in quanto si è cercato di creare un luogo che fosse piacevole da guardare e allo stesso tempo potesse offrire uno spazio di ristoro per chi pratica attività sportive. Visto che la zona, come tutto l’entroterra del ponente ligure che offre percorsi affascinanti tra bei panorami e borghi caratteristici, è frequentata da appassionati ciclisti, si è deciso di dedicare loro la fontana, apponendo una piccola targa che dà loro il benvenuto e li accoglie per una piacevole sosta per reidratarsi e riprendere fiato dopo uno sforzo.

Cisterne, sorgenti, pozzi e ….fontane a Bellissimi di Dolcedo

La quasi totalità delle case di Bellissimi, come di tutti i paesi e delle borgate vicine, erano dotate di serbatoi per raccogliere le acque piovane. Tali cisterne erano intonacate all’interno con particolari porcellane che oltre a garantirne l’impermeabilità mantenevano per lungo tempo sana l’acqua in esse contenuta. Tali manufatti sono molto ben decritti nel romanzo “I lunghi giorni del Tresto” di Giuseppe Cassinelli ambientato a Dolcedo a fine milleottocento nel corso di una lunga siccità durante la quale i secchi raschiavano sul fondo asciutto di pozzi e cisterne.

Oltre all’acqua delle cisterne il paese poteva contare su due vene. La prima alimentava il “Pozzo delle Ville”, la seconda il “Tröiu du Lagùn”. Il pozzo delle Ville dista dal paese 200/300 metri e, come è scritto nel libro che ricorda i cento anni della chiesa “nuova” di Bellissimi, negli anni tra il 1904 (data di inizio dei lavori della chiesa) sino al 1909 (anno della sua inaugurazione) le donne del paese vi si recavano, dopo la giornata di lavoro, per riempire una botte, nelle adiacenze del cantiere, affinché il giorno seguente le maestranze vi potessero attingere per impastare la malta necessaria. Il “Tröiu du Lagùn” invece è situato a valle di Bellissimi, in prossimità della Borgata Boeri e quella vena alimentava una vasca quadrata con lastre di ardesia inclinate sul bordo che servivano per piano di appoggio per le donne che vi si recavano a lavare i panni. A tale arcaico lavatoio si accedeva tramite due ardite discese (a muntô d’Ašte e a muntô du Lagùn) che le donne rifacevano poi in salita con le grosse e pesanti “conche” con la biancheria lavata in bilico sul capo.

Il primo acquedotto pubblico potabile recò a Bellissimi l’acqua della “Vena dell’Erxu” nel 1913 e la sua preziosa acqua sgorgava dalla fontana sotto la “Chiesa nuova”. A questa fontana si approvvigionavano le famiglie del paese con l’ausilio di secchi. Nelle case l’acqua era poi trasferita dai secchi alla secchia di rame e da questa veniva prelevata con l’utilizzo di un mestolo di rame detto “cassa da seggia” e…. si può garantire che gli sprechi erano davvero pochi.

Nel 1936 (A. XIV come da allegata fotografia) venne costruita la fontana oggetto del ripristino, questa venne dotata di abbeveratoio per le bestie.

Natalìn Trincheri

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